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Circolo "Vittorio Arrigoni"

12 dicembre 2012

Il 12/12/12, saranno trascorsi 43 anni da quel tragico giorno, già preceduto dalle bombe del 25 aprile 1969 e dagli attentati ai treni dell’estate 1969, in cui cinque attentati terroristici, concentrati in un lasso di tempo di appena 53 minuti, colpirono contemporaneamente Roma e Milano.
Nella Strage della Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, moriranno diciassette persone e altre ottantotto rimarranno gravemente ferite.
La strage di Piazza Fontana è considerato l’inizio del periodo più cruento delle stragi di stato e della strategia della tensione, ovvero l’insieme di stragi e degli attentati terroristici avvenuti in Italia nel secondo dopoguerra, un unico disegno politico portato avanti con lo scopo di influire sul sistema politico democratico, rendendo instabile la democrazia e ostacolando le istanze delle forze uscite vittoriose dalla Resistenza Italiana, che chiedevano la piena applicazione della costituzione ed avevano migliorato le condizioni di vita di gran parte della società e rafforzato il loro ruolo nella società italiana.
In 43 anni, non è mai stata emessa una condanna definitiva per la barbarie criminale che ha causato la strage, nonostante neofascisti di Ordine Nuovo abbiano confessato i propri ruoli e gli ultimi indagati, militanti di Ordine Nuovo (Zorzi, Maggi, Rognoni et altri), condannati in primo grado all’ergastolo, siano stati assolti. Ciò nonostante nuove prove - emerse in inchieste successive – avrebbero condannato gli ordinovisti veneti Freda e Ventura. Mentre, ancora, dopo decine di anni, la morte dell’anarchico Pinelli è ancora oggetto di discussione.
I fatti di Piazza Fontana a Milano, ma anche quelli di Gioia Tauro, di Peteano, di Piazza della Loggia a Brescia, l’attentato al treno Italicus a San Benedetto Val di Sambro e quello della stazione di Bologna, sono tutti riconducibili a quell’azione repressiva. Per gran parte di questi è ancora e più che mai urgente chiedere Verità e Giustizia, svelando i nomi di mandanti e fautori di quegli atti terroristici infamanti, figlio di una strategia della tensione propriamente fascista.
Le stragi di Sato sono il segno nella nostra storia della azione repressiva condotta da corpi deviati dello stato e gruppi neofascisti, contro le rivendicazioni sociali portate avanti in quegli anni per l’affermazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione.
La loro storia da il senso di cosa può significare la riproposizione del Fascismo.
Oggi, dare credito a chi sostiene quelle idee, significa porsi contro la Costituzione e fuori dalla storia della Repubblica, nata proprio dalla vittoria della Resistenza Partigiana sul fascismo. Riconoscergli un ruolo significa ignorare i più elementari principi costituzionali ed insultare la memoria di quanti hanno lottato per la Liberazione dal Fascismo o sono morti per quella mano.
Per questi motivi l’ANPI fa appello a tutte le forze civili, sociali e politiche, del territorio affinché condannino e contrastino iniziative di stampo neofascista e sarà presente al presidio che si terrà Domenica 16 dicembre 2012 ore 11,00 Villa comunale - Piazza Roma (Portanova).
“Popolo, ricordati che se nella Repubblica la giustizia non regna con impero assoluto, la libertà non è che un vano nome!” -Maximilien de Robespierre-