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Circolo "Vittorio Arrigoni"

28 Maggio: La Giornata della Battaglia di Aprilia

Avevamo espresso parere favorevole, come ANPI appena nata, alla istituzione di una giornata che ricordasse il grande contributo di sangue e distruzione pagato dai cittadini in quei mesi che vanno dal Gennaio al maggio 1944 dopo lo sbarco degli anglo – americani e il tentativo da parte dei nazisti e dei fascisti di bloccarne l’avanzata. Avevamo solo chiesto al Consiglio comunale, al Sindaco, al Presidente in una lettera del 23 Luglio 2012 protocollata con il numero 59602 che, nei lavori della Commissione si sarebbe dovuto tenuto conto per prima cosa che nulla doveva essere sottratto alla giornata nazionale del 25 Aprile (giornata della Liberazione dal nazifascismo) e che, per amore della storia, affinchè la festa avesse senso logico e valore didattico ed etico, si sarebbe dovuto aggiungere, secondo noi, alla parola Liberazione, la specificazione “dal nazifascismo”. I cittadini di Aprilia e, soprattutto, le future generazioni, avrebbero potuto riflettere sugli esiti nefasti di una dittatura che, come ci insegna la memoria storica, non può non produrre violenza, privazione della libertà anche quando si presenta con il volto del padre benefattore, distruzione e morte.
E invece è accaduto l’incredibile. Ciò che è avvenuto in aula consiliare il 31 Gennaio c.a., a conclusione dei lavori della Commissione, ha provocato sconcerto anche tra coloro che avevano partecipato alle riunioni. Il Consiglio comunale ha votato (con la sola astensione di Giovannini e Longobardi) la delibera che istituisce, indovinate un pò? la Giornata della battaglia di Aprilia che cadrebbe, secondo loro, il 28 Maggio (’44). A parte ogni altra considerazione di carattere strettamente storico, la semplice dicitura “della battaglia” così completamente nuda di qualsivoglia indizio di riferimento, così accuratamente distillata da ogni qualsiasi implicazione politica appare il parto di una regia impegnata a cancellare la memoria storica di una comunità, a diffondere l’idea che le guerre siano eventi naturali come i terremoti da esorcizzare con cadenze annuali attraverso cerimonie laiche di popolo dal forte valore salvifico, capaci peraltro, così si è anche detto, di costituire, per le nuove e future generazioni, un “altissimo” insegnamento. Mai più battaglie ad Aprilia, dunque. Onore ai caduti, a tutti. A una domanda di un consigliere se bisognasse intendere a trecentosessanta gradi quel “tutti” l’assessore Malecchi ha candidamente risposto: si, a tutti, anche ai tedeschi: ai fascisti, al battaglione Barbarigo, agli anglo – americani, ai civili, proprio a tutti, in un abbraccio universale.
Ora, davanti alla morte siamo tutti uguali,dicono, e questo è vero, ma, bisogna aggiungere, le differenze negli ideali in vita, questo conta; le differenza tra chi combatteva contro i fascisti repubblichini e i tedeschi invasori e chi invece, per un malinteso senso dell’onore, si schierava per far sopravvivere i peggiori totalitarismi di tutta la storia d’Europa, ci sono tutte e vanno sempre ricordate. E invece ad Aprilia no! Siamo così lontani dalla storia che verrebbe da chiedere: veniamo forse da Marte? Noi non c’eravamo? Gli anglo – americani ce l’avevano proprio con noi? Ma in che mondo viviamo? Si era partiti con la proposta, ricordate? di “Giornata della liberazione”, senza specificazione, a cui noi avevamo risposto con un cauto: “no”! Poi, perché “liberazione” sembrava troppo compromettente, si è passati a “Giornata della pace” ma anche questo appariva inaffidabile, troppo leggera ed “eterea” la parola Pace, e soprattutto corrotta (forse anche politicamente compromessa). Infine, ecco la trovata della II Commissione, sentite le Associazioni combattentistiche ed altre di non ben precisa origine e collocazione: si chiamerà “La Giornata della battaglia di Aprilia”, così virile, decisa e soprattutto “assolutamente priva di implicazioni politiche” con il consenso soddisfatto dell’intero Consiglio comunale. E con due astensioni (il PD), per non far mancare la ciliegina sulla torta. O tempora o mores! Poveri noi e poveri i giovani.

ANPI Aprilia