ANPI Associazione Nazionale Partigiani d'Italia | Sezione di Aprilia
Associazione Nazionale Partigiani d'ItaliaSezione di Aprilia
Circolo "Vittorio Arrigoni"

25 APRILE 2014

Presidio Antifascista a Campoverde - Festa della Liberazione exMattatoio

25 APRILE: Festa della Liberazione dal Nazifascismo. Liberazione da una prigionia fisica, psicologica, morale e politica, in cui si vide per la prima volta nella storia italiana sorgere un Popolo, che mai aveva combattuto assieme, neanche nel Risorgimento italiano per l’unità d’Italia, diviso da ideologie politiche, da differenze sociali, dalla diversa provenienza regionale, ma unito per il fine comune di giustizia e dignità, unito con la medesima speranza di vedere prosperare un’Italia libera e democratica. La Liberazione è stata conquistata con il sacrificio di giovani vite che con azioni di sabotaggio e di guerriglia, aiutando e venendo aiutati dalla popolazione locale italiana, al fianco degli alleati liberarono un Paese dal proprio macigno fatto di violenza fisica e politica, oppressione, discriminazione, diseguaglianza, soprusi, limitazione di qualsiasi libertà e dignità umana: il fascismo. Pseudo-valori e falsi idoli che vennero contrastati con la stesura della Costituzione Italiana alcuni anni dopo la Liberazione, nel 1947-48: Costituzione che sopratutto nei suoi primi 12 articoli fa risuonare le giovani voci di coloro che morirono per un’ Italia libera e repubblicana e che ancora oggi gridano “Libertà, Dignità, Diritti, Uguaglianza, Pace!” fissate nel tempo, segni indelebili, nero su bianco. I Padri costituenti, nel portare su carta questi valori umani ed universali, si proponevano di prevenire e cancellare definitivamente futuri fascismi, in qualsiasi forma essi fossero apparsi.

In ricorrenza di ogni 25 Aprile, in località Campoverde un manipolo di nostalgici fascisti si recano ancora oggi presso un cippo che commemora i caduti della “Decima Mas, Brigata Barbarigo”, i quali sono ricordati per aver “accolto” con il piombo delle loro armi gli alleati che sbarcavano sulle coste laziali: è possibile, allora, che oggi un gruppo di persone possa inneggiare con canti, gesti e usi fascisti a quei valori che circa 70 anni fa hanno dato vita a una dittatura sanguinaria e ad un regime imperialista? È possibile che in questo momento storico nascano in tutta Europa movimenti e partiti neo-fascisti nella totale indifferenza di tutti e tutte? Che nessuno abbia memoria e coscienza storica di quale sanguinosa guerra abbiano dovuto affrontare i nostri Partigiani, di diversa provenienza politica e sociale, patrioti di tutta l’Italia che in nome della libertà, della giustizia, della democrazia, insomma della dignità umana hanno interpretato la volontà del popolo italiano di voltare pagina e di non essere più sudditi succubi e passivi, ma protagonisti attivi di un futuro senza alcuna forma di ‘fascismo’ (e con fascismi e neo-fascismi si indicano tutti quei movimenti, associazioni e partiti che inneggiano a valori di violenza, antidemocratici, autoritari, personalistici, populisti, discriminatori, xenofobi e omofobi).

Noi dell’ANPI non siamo mai rimasti indifferenti davanti al lento e inesorabile avanzare delle nuove forme di ‘fascismi’ in Italia e in Europa: dunque non possiamo accettare che si erigano monumenti sul nostro territorio che inneggiano ai valori del fascismo e che in un momento delicato come questo, in una crisi più morale che economica, diano forza di legittimità a tutti coloro che ancora credono in questi valori:
che tutti i cittadini democratici e antifascisti si uniscano al presidio, che insieme ad altre associazioni (come Libera e Arci ad esempio) e partiti si svolgerà il 25 Aprile in Piazza della Mediana (di fronte alla scuola guida), località Campoverde, dalle 8 e mezza in poi, fino all’ora di pranzo. Si faranno dibattiti, interventi e le letture delle lettere di chi visse sotto il regime fascista e durante la guerra di Liberazione, per ricordare al manipolo di “smemorati” dall’altra parte della strada a quale inumana atrocità stanno portando onore.

"Si è cominciato a dire che la guerra mica l’hanno vinta i partigiani, che senza gli alleati sarebbe stata una lotta vana. Chi lo nega? Ma non è che la libertà ti viene regalata! Poi dicono che i morti sono tutti uguali. Chi ha mai detto il contrario? Ma da vivi: era da vivi che si era diversi".
(Ferdinando de Leone, Partigiano)