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Circolo "Vittorio Arrigoni"

Cippo illegale Xmas di Campoverde onorato dalle istituzioni

ANPI APRILIA DENUNCIA! Una cerimonia semiclandestina al cippo di Campoverde.

Amministrazione e Ufficiali dell’esercito rendono omaggio alla xmas Barbarigo a Campoverde.

“Sostenere, oggi. la necessità di una pacificazione equivale a commettere un abuso. Ad esso non si è sottratta neppure, anche se per ragioni senza dubbio strumentali, la sinistra stessa, quando qualcuno ha sostenuto la necessità di comprendere anche le ragioni dei “ragazzi” di Salò: certamente, sul piano individuale, occorre comprendere anche le ragioni della loro scelta. Quando però si passa da una sfera individuale ad una sfera collettiva, ovvero dal privato al pubblico, allora diviene del tutto insostenibile l’equiparazione tra fascisti e antifascisti.. ”.
E’ una parte di un’intervista di un anno fa al Partigiano Massimo Rendina, comandante Max, giornalista e scrittore, morto a Roma il 7 febbraio scorso.
La riflessione di Rendina ci offre l’occasione per un breve commento alla notizia riportata dal Giornale del Lazio sulle celebrazioni ufficiali del 15 febbraio in “onore ai caduti di entrambi gli schieramenti”.
Alla presenza di un Assessore del Comune di Aprilia con la fascia tricolore (evidentemente a nome dell’Amministrazione) e delle autorità militari è stato reso onore ai ragazzi del battaglione “Barbarigo” presso il cippo a loro dedicato a Campoverde, lo stesso cippo dove il 25 Aprile (festa nazionale della Liberazione dal nazifascismo) si ripete da anni, organizzato da un manipolo di nostalgici, un cerimoniale apologetico con corollario di saluto romano e di “viva il Duce”. L’ ANPI ritiene questo reiterato raduno fascista, con la partecipazione ufficiale dell’Amministrazione comunale, una grave violazione delle norme statutarie, un’ offesa ai valori della Resistenza, ai principi della Costituzione e al sacrificio di centinaia di migliaia di giovani che sbarcarono sulle nostre coste motivati dal desiderio di liberare l’Italia e l’Europa dalla barbarie di una Dittatura sanguinaria e nemica della Libertà. Tra l’altro proprio a Campoverde, il 25 Aprile 2014, con la presenza del leghista Borghezio e l’entusiasmo cameratesco, è partito il progetto salviniano di alleanza con i neofascisti.
Una cerimonia semiclandestina che nessun altro giornale locale ha riportato, né si trova traccia sul sito del Comune. Un furto della legalità istituzionale, verrebbe da dire. Come ANPI ci permettiamo di fare le seguenti osservazioni, con tutto il rispetto ma anche con tutta la forza delle nostre convinzioni.
1 – Alle donne e gli uomini delle Istituzioni (anche quelle locali) si chiede certamente onestà e competenza ma soprattutto e prima di tutto la fedeltà ai principi repubblicani e alla Carta costituzionale sui quali giurano nel momento in cui, una volta eletti, assumono l’incarico di rappresentare i cittadini nei ruoli di governo della cosa pubblica. Le donne e gli uomini delle Istituzioni non dovrebbero farsi coinvolgere da iniziative incoerenti con il loro status e oggetto di denuncia secondo le norme legislative (legge Scelba e Mancino) che proibiscono “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” (art.XII delle “disposizioni transitorie e finali”) e attività contrarie alla Costituzione. I nostri rappresentanti locali dovrebbero anche semplicemente decidere da che parte stare quando celebrano in pompa magna lo sbarco degli alleati che, lo ricordo ai distratti, liberarono anche il nostro territorio dal fascismo e dai suoi alleati occupanti nazisti. Erigere monumenti alla memoria significa trasmettere dei valori alle future generazioni.
2 - Stesso discorso vale per le Forze Armate che, certamente dotate di neutralità e apoliticità, sono tenute a uniformare il loro comportamento ai medesimi principi nel quadro del sistema costituzionale e, come recita l’art. 52, “allo spirito democratico della Repubblica”. La loro partecipazione ufficiale all’iniziativa del 15 febbraio, seppure per compiacere l’Amministrazione cittadina, non può essere quindi in nessun modo giustificata.
3 – Noi confermiamo che tutti i morti hanno diritto al rispetto, ma non bisogna confondere questo rispetto con l’equiparazione delle ragioni diverse che li condussero alla morte. Questo significherebbe, in buona sostanza, offenderli tutti. Quale significato pubblico può avere un indistinto richiamo agli “ideali” degli uni e degli altri, come si legge nell’articolo, se non si fanno le dovute differenze tra chi lotta e perde la vita per la libertà e chi invece difende un regime liberticida, violento e razziale? Dopo l’otto settembre del ’43 la stragrande maggioranza degli italiani, nelle varie modalità possibili, scelse di abbandonare il fascismo e, anche con le armi, sentì il bisogno di costruire uno Stato di uomini e donne liberi e uguali nei diritti. Non si può permettere che la Storia del Novecento anneghi nel mare dell’indistinzione. La Democrazia italiana ha bisogno di fedeltà ai valori della Resistenza e adesione ai valori della Repubblica.


ANPI “Vittorio Arrigoni” di Aprilia.

Sotto le immagini della vergognosa cerimonia di Campoverde, pubblicate dal Giornale del Lazio del 26febbraio-13Marzo:

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